Le verifiche essenziali prima di scegliere la tinta
- Su molte Ford moderne la targhetta si trova nel montante della portiera lato guida; su alcuni modelli può comparire anche sotto il cofano.
- Il codice vernice esterna è spesso indicato come EXT PNT seguito da due caratteri.
- Il VIN identifica il veicolo, ma non sostituisce il codice colore.
- Se l’etichetta è consumata o mancante, la rete Ford e la documentazione del veicolo aiutano a risalire al dato corretto.
- Il codice indica la formula di base, ma su auto vissute la tonalità reale può richiedere una verifica aggiuntiva.

Dove si trova davvero la targhetta del colore sulle Ford
Il primo posto che controllo è sempre il montante della portiera lato guida, con la porta completamente aperta. Su molte Ford l’etichetta è lì, ben visibile oppure un po’ nascosta lungo il bordo interno del telaio. Se non compare, passo subito al vano motore, perché su alcuni modelli la targhetta o la piastrina identificativa possono essere collocate sotto il cofano.
Ford Italia indica che i codici vernice si trovano tipicamente su un adesivo o una targhetta nel montante della portiera lato conducente; la documentazione Ford per altri mercati segnala anche l’area sotto il cofano come punto di controllo. In pratica, io ragiono così: prima porta, poi vano motore, poi eventuale verifica con documenti o assistenza. È un ordine semplice, ma evita di perdere tempo a cercare nel posto sbagliato.
- Apri la portiera lato guida e osserva il montante, non solo la battuta della porta.
- Controlla l’area intorno alle etichette di omologazione e sicurezza: spesso i dati convivono sulla stessa zona.
- Se l’auto è un commerciale, una vettura importata o una versione specifica per altro mercato, non dare per scontata la stessa posizione vista su un altro modello Ford.
Una volta localizzata la targhetta, il passo successivo è capire quali sigle contano davvero e quali, invece, sono solo informazioni utili ma non legate alla tinta. Ed è qui che molti si fermano troppo presto.
Come leggere il codice senza confonderlo con altri numeri
La sigla da cercare è spesso EXT PNT, cioè il codice della vernice esterna. La documentazione Ford specifica che, in questo formato, il codice colore compare seguito da due caratteri. È una struttura breve, ed è proprio questo che aiuta a riconoscerla: se stai leggendo una sequenza lunga e piena di lettere diverse, probabilmente non sei ancora sul dato giusto.
Nella stessa etichetta possono comparire anche altre abbreviazioni. Non vanno ignorate, ma non servono per scegliere la tinta. Quando leggo una targhetta, io separo mentalmente il dato colore da tutto il resto: così evito di scambiare il codice vernice con parametri tecnici o con riferimenti interni del veicolo.
| Sigla | Cosa indica | Perché conta |
|---|---|---|
| EXT PNT | Codice vernice esterna | È il riferimento da usare per il colore della carrozzeria |
| VIN | Numero di identificazione del veicolo | Serve per riconoscere il telaio, non la tinta |
| WB | Passo del veicolo | È un dato tecnico, non un codice colore |
| INT TR | Rivestimento interno | Riguarda gli interni, non la carrozzeria |
Ford mette spesso più informazioni sulla stessa etichetta proprio perché il veicolo è identificato in modo completo, ma per la vernice il punto davvero utile è uno solo. Da qui conviene passare a una ricerca pratica e ordinata, soprattutto se la targhetta è sporca o parzialmente leggibile.
La procedura pratica che uso per trovarla in pochi minuti
Quando devo recuperare il codice su una Ford, non mi affido alla memoria né alla tinta “a occhio”. Seguo sempre una sequenza semplice, che riduce gli errori e rende più facile confrontare il dato con un campione vernice o con il fornitore.
- Apro la portiera lato guida e illumino il montante con una torcia del telefono.
- Pulisco delicatamente la zona con un panno morbido, senza usare solventi aggressivi.
- Fotografo l’etichetta da vicino e faccio un secondo scatto più ampio per avere il contesto.
- Individuo la sigla del colore e separo quella dal VIN e dalle altre abbreviazioni.
- Se il codice non è immediatamente leggibile, verifico il vano motore e poi confronto il dato con i documenti del veicolo.
Questa sequenza funziona bene perché non pretende che la targhetta sia sempre in perfette condizioni. Io la considero una procedura da officina leggera: rapida, ordinata e sufficientemente robusta per evitare i classici errori da fretta. Se però l’etichetta è consumata o la vettura è stata riverniciata, serve un secondo livello di controllo.
Ed è proprio lì che entra in gioco il caso più frequente: il codice esiste, ma la lettura non è più così lineare come sulla carta.
Cosa fare se la targhetta manca o è illeggibile
Su un’auto usata, su un mezzo riparato male o su un veicolo più anziano, può capitare che la targhetta sia rovinata, staccata o coperta da sporco e ossidazione. In questi casi non insisto a interpretare un numero mezzo cancellato: è il modo più rapido per ordinare la tinta sbagliata.
La soluzione più pulita è partire dal VIN e dai canali ufficiali del marchio. Ford Italia consente di accedere alle informazioni chiave inserendo targa, telaio, anno e modello; se i dati del veicolo sono corretti, la ricerca diventa molto più affidabile di una lettura approssimativa dell’etichetta. Quando il problema resta aperto, il concessionario o il reparto ricambi possono verificare il colore previsto in origine.
- Controlla il libretto e le etichette ancora leggibili: a volte il dato colore compare in una seconda scheda o documentazione di consegna.
- Usa il VIN come chiave di verifica, non come sostituto del codice vernice.
- Se l’auto è stata riverniciata, chiedi conferma prima di ordinare la formula originale: l’aspetto esterno potrebbe non corrispondere più alla tinta di fabbrica.
- Quando il dubbio è forte, porta un campione fisico a un colorificio o a un carrozziere attrezzato per la lettura colore.
In altre parole, il codice di fabbrica resta utile, ma non va trattato come una garanzia assoluta se la storia della carrozzeria è già stata alterata. E questo ci porta al punto più trascurato: il fatto che un codice corretto non produca sempre un risultato visivamente perfetto.
Perché il codice giusto non garantisce sempre il tono perfetto
Qui si gioca la differenza tra un semplice ritocco e un lavoro ben fatto. Il codice identifica la formula di partenza, ma la carrozzeria reale può aver cambiato aspetto per esposizione al sole, microabrasioni, lucidature aggressive, riparazioni precedenti o differenze tra metallo e plastica. Su un paraurti, per esempio, la stessa tinta può sembrare leggermente diversa rispetto alla lamiera vicina.
Per questo, quando il veicolo ha qualche anno sulle spalle, io considero il codice solo il primo filtro. Se la vernice è metallizzata, perlata o molto esposta agli agenti atmosferici, spesso serve una verifica visiva sul campione e, nei lavori più seri, una sfumatura sui pannelli adiacenti. È la parte meno glamour del lavoro, ma anche quella che fa la differenza tra un ritocco visibile e uno davvero integrato.
| Situazione | Approccio più sensato | Perché |
|---|---|---|
| Piccolo segno da pietrisco | Ritocco puntuale con codice corretto | Il difetto è localizzato e la corrispondenza è spesso sufficiente |
| Graffi estesi su un pannello | Verifica del campione e possibile sfumatura | La superficie più ampia rende visibili anche piccole differenze |
| Auto esposta a lungo al sole | Controllo colore reale prima dell’ordine | La tinta originale può apparire più chiara o più opaca |
| Paraurti o parti in plastica | Attenzione a primer, adesione e resa finale | Il supporto cambia la percezione del colore |
Quando tengo presente questi limiti, il codice smette di essere un numero astratto e diventa un vero strumento di lavoro. L’ultimo passaggio è trasformarlo in una scelta pratica, utile davvero per il ritocco o per la verniciatura.
La verifica finale che evita l’errore più costoso
Prima di ordinare la tinta, io ricontrollo sempre tre cose: il codice, il tipo di finitura e lo stato reale della carrozzeria. È una verifica rapida, ma spesso salva da un acquisto sbagliato. Se il codice è giusto ma l’auto è stata già riverniciata, il rischio non è teorico: puoi ricevere una vernice “corretta” che però non si integra con il resto del pannello.
Il metodo più prudente è salvare una foto leggibile della targhetta, annotare il codice in modo pulito e confrontarlo con la condizione del veicolo prima dell’ordine. Se hai un dubbio anche piccolo, meglio fermarsi un minuto in più che ritoccare due volte la stessa parte. In carrozzeria, il risparmio vero non è comprare subito: è comprare bene al primo colpo.
Se vuoi andare dritto al punto, la regola è semplice: prima individua il codice vernice, poi verifica che la carrozzeria sia ancora compatibile con quella formula, e solo dopo scegli il prodotto per il ritocco o la verniciatura.